Federico Moccia – Libri
Sono colpevole solo di una cosa, di non essere stato felice.
Sono colpevole solo di una cosa, di non essere stato felice.
Lasci il libro aperto, perché il fruscio di quell’ultima pagina da voltare sai già che lo ricorderai tutta la vita, e diventerà il rumore più assordante che avrai mai ascoltato.
Posso resisterti, o fuggire, o fare del mio meglio per non ricambiarti, ma non fa alcuna differenza. Ti innamori di me, e io di te.
Una terra dove l’uomo incensa la donna per farla cadere stordita e poi la insulta quand’è caduta!
“È vero! Sono sempre stato nervoso, molto, spaventosamente nervoso; ma perchè dite che sono pazzo? La malattia ha acuito i miei sensi, non li ha distrutti, non li ha soffocati. Molto affinato era in me il senso dell’udito… udivo tutte le cose del Cielo e della Terra. E udivo anche molte cose dall’Inferno.Come può dunque essere che io sia pazzo? “
È un destino crudele quello di chi ha un’anima ligia al dovere e un cuore fuorilegge.
Sabina si siede su una panchina, le battono i denti, si stringe nel cappotto, mormora: “Succede qualcosa quando due fanno l’amore, oltre quello che stanno facendo? So che tu credi di sì, hai un’idea molto romantica del sesso. Io invece penso che sia molto più interessante ciò che si scambiano dopo, o prima”.