Federico Riboldi – Sogno
Questo è il volere umano, guardare ad occhi chiusi e fantasticare ad occhi aperti.
Questo è il volere umano, guardare ad occhi chiusi e fantasticare ad occhi aperti.
Se butti via i tuoi sogni, nessuno li raccoglierà!
Vorrei poter mettere i miei sogni dentro una valigia, caricarla in spalle e partire. La mia curiosità è scoprire alla fine del mio viaggio quanti di quei sogni non saranno più dentro quella valigia ma fuori da essa, concreti e al mio fianco? Quanti di essi invece si saranno dispersi e infranti nel cammino?
Non ho più spazio dentro di me per i sogni. Proverò a zipparli.
Non dirò mai addio ai miei sogni, potrebbero realizzarsi prima o poi.
Mi ritrovai a pensare che, sebbene il tempo si ostinasse a scorrere impertinente pretendendo di avere ragione, nessun passaggio di luna sarebbe stato sufficiente ad allontanarmi dai miei sogni. Essi rappresentavano il mio destino. Essi erano la mia ancora di salvezza. Piegai il foglio e scesi di corsa quelle scale. Era giunto il tempo di correre. Correre incontro al vento che tanto a lungo avevo evitato. Correre lungo strade affollate di passioni e desideri. Correre attraverso ricordi da non cancellare, colori da non dimenticare, lacrime per rinfrescare il volto. Adesso ogni cosa aveva il colore del respiro che, impetuoso, arrivava a ricordarmi che il cuore palpita solo quando l’anima trova il coraggio di sognare ancora.
L’amore impossibile, lo si crea con la mente sognando, negli spazi dell’universo, immaginando anche amori inesistenti. Inventandoci a volte un principe che viene in nostro aiuto. Ma svegliandoci finisce il sogno mettendo i piedi per terra!