Federico Tetsuya – Social Network
Facebook è solo la porta che ti fa accedere alla depressione.
Facebook è solo la porta che ti fa accedere alla depressione.
A cosa serve tutta questa connettività se poi ciò contribuisce a far perdere la vera comunicazione?
I Social Network diverranno il principale veicolo per diffondere le emozioni.
I messaggi più belli sono quelli in cui sai che stai scrivendo molto di te, e prima di premere invio senti quel pizzico di timidezza e di sana incoscienza.
Attenti a chi date fiducia sui social, dietro si può nascondere un maniaco, un pedofilo, uno che si spaccia per scrittore ed altro non è che un pusillanime. Fate attenzione donne, loro puntano sul vostro lato debole per circuirvi.
Viviamo in un epoca dove gli incontri e le nuove conoscenze (grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione – vedi facebook) sono all’ordine del giorno. Paradossalmente, queste opportunità, è come se ci distraessero, facendo spostare sempre avanti l’attenzione, il traguardo. Spiego meglio: Conosciamo una persona, conosciamo un altra persona ecc. Inconsciamente siamo consapevoli che non è difficile conoscere altre persone. Ecco perché sempre inconsciamente, sapendo che è così facile, ad ogni nuova conoscenza, non diamo il meglio di noi, sia nel fare emergere le nostre qualità, sia nel coglierle nell’altro/a. Ecco… perché siamo perennemente insoddisfatti, guardiamo sempre al prossimo/a da conoscere, ignorando magari… l’essenza della persona che è davanti a noi, facendola passare… senza coglierla. Ecco perché paradossalmente se fosse difficile fare nuove conoscenze, quando capiterebbe di conoscere qualcuno, si avrebbero più stimoli e motivazioni a non fallire la rara opportunità, e quindi a far emergere le nostre qualità e a cogliere quelle dell’altro/a: In altre parole, penso che alla base della perdita di valori nei rapporti umani oggi freddi e superficiali, ci sia proprio questa “facilità” che alla fine snatura l’essenza dell’amicizia.
Cartesio diceva: “Penso dunque sono”, con internet siamo passati a: “penso dunque condivido” e infine con Facebook: condivido dunque non ho bisogno di pensare. Si chiama (d)evoluzione.