Filippo Gigante – Sorriso
Beati coloro che in tempi di crisi sanno sorridere per poco e non perdono la propria dignità.
Beati coloro che in tempi di crisi sanno sorridere per poco e non perdono la propria dignità.
Non servono parole quando hai un sorriso su cui contare.
Il sorriso è la finestra del cuore che schiude le imposte dell’anima per accogliere e riflettere il sole.
Un sorriso trova sempre il modo per infiltrarsi tra la nebbia di un’intera vita e cambiare il momento.
Il sorriso viene dalle cose semplici. Dai ricordi, per esempio. Dal pane e marmellata della merenda da bambini. Dal gessetto che tracciava un percorso “saltellante” sull’asfalto, dai cartoni di Heidi, dalle filastrocche un po’ stonate. Dall’esserci salvati dalla punizione di andare dietro la lavagna, con la faccia rivolta verso il muro. Un sorriso macchiato di Nutella o della mamma che ci abbraccia per un bel voto. Dei cavalli a dondolo e della piscina di Barbie. Della Befana cui fingevamo di credere, sapendo benissimo che era la mamma a suonare il campanello. Il sorriso del pane e pomodoro fresco quando ti fermavi per un giorno intero sulla riva del male, della sabbia dentro al costume che prendeva vita propria e si muoveva. Il sorriso di te che disegnavi su fogli bianchi un mondo e avevi il coraggio e l’ardire, come tutti i bimbi, di dar vita a bambole e sogni. Il coraggio di alzarsi pimpanti dal letto alla domenica mattina. Il sorriso dei ricordi; Il sorriso nostalgico di alcuni profumi.
Si dice che un sorriso non costa nulla. Non è vero. A volte costa moltissimo, specie se non si riesce a trovare alcun motivo per farlo. Ma una cosa è certa: è l’unica cosa che per quanto cara possa costare, il ricavato che se ne otterrà, sarà sempre superiore al suo costo.
I sorrisi più belli sono quelli che germogliano da una terra valicata dal dolore. Sono i più autentici e sembrano dire: “io ce l’ho fatta”.