Filippo Gigante – Stati d’Animo
Lasciamo al buio della notte il piacere di scoprirsi nelle nostre stanze.
Lasciamo al buio della notte il piacere di scoprirsi nelle nostre stanze.
La rabbia puoi nasconderla per un po’, dopo però esplode, come quando agiti una bevanda effervescente e subito dopo la apri. Allora puoi solo arginare il getto, ma il danno è fatto.
Ho i miei dubbi, i miei periodi di sofferenza, i miei momenti di nervosismo, i miei giorni di delusione, le mie notte insonni, i miei istanti di rabbia, e poi? Poi basta un attimo, un solo attimo di felicità e tutto sembra scomparire come per magia. Ecco questi brevi, intensi attimi ripagano tutto il resto.
Spesso ci ritroviamo in situazioni sgradevoli, imbarazzanti o del tutto strane, in cui è meglio avvalersi della regola conta fino a dieci prima di parlare. Ognuno di noi vuole far valere le proprie idee e ragioni, ma per evitare discussioni assecondiamo per il quieto vivere, che non vuol dire arrendersi.
Non è peccato soffrire e non è vergogna piangere. Amare se stessi dentro i pregi e dentro i difetti è il massimo che possiamo donarci. È rispetto verso noi stessi accettarsi per ciò che si è. È armonia con il proprio “io” stimarsi per ciò che siamo. Quindi non avere paura di mostrare i tuoi pregi e tanto meno i tuoi difetti, le tue paure e i tuoi limiti. Perché solo allora saprai che chi ti resta a fianco ci resta solo ed esclusivamente per quello che sei veramente.
Nel mio cuore ci sono molte stanze: la stanza dei ricordi, li custodisco con amore e ogni tanto li rivivo e sorrido; la stanza delle gioie, passare lì mi porta serenità; la stanza delle delusioni, ogni tanto una scappa riesce a uscire e le ferite risanguinano; la stanza dell’amore, là custodisco tutte le bellezze dell’amore, la mia famiglia tutta, i miei amici, i miei fratellini e sorelline, son tutti là a fare festa con me; la stanza dei dolori, pochi la conoscono, molti la ignorano pensando che il mio sorridere sia perché la vita è stata clemente con me, eppure lì il mio dolore esplode, mi distrugge, mi butta al suolo e poi c’è la mia stanza preferita, la stanza della speranza, della fede, del mio signore, che mi sostiene in tutto, in gioia, in amore, in delusioni e nel mio dolore.
Io adoro la solitudine, quando posso stare sola trovo me stessa e faccio conoscenza.