Filomena Di Fazio – Frasi sulla Natura
Nessuna conchiglia può darti il suono del mare se prima non è stata immersa in esso.
Nessuna conchiglia può darti il suono del mare se prima non è stata immersa in esso.
Di fronte allo splendore e maestosità della natura dovremmo solo tacere. Semplicemente perché è perfetta così, nessuno le hai mai dovuto insegnare niente, anzi è da essa che noi abbiamo imparato e capito tante cose.
Le emozioni non sono una prerogativa umana, appartengono alla natura, rivestendola di mille colori.
Togliere per dare è sempre egoistico. Chi riceve, riceve un vestito regale, e il cielo gioielli senza valore, ma non cambia quello che era prima. Questo vestito lo copre solamente, e brucia in un inferno costruito con la luce. Un Padre, per amore, forse scambia i ruoli perché i suoi figli godano nel paradiso di sangue. Converte il bene con il male, e il male con il bene, ma l’essere non ha forme da cambiare, è una legge che l’apparenza non inganna. Cambiare l’essere è odio, volontà distruttiva, che nemmeno la croce può mutare. Questa conoscenza improvvisamente è usata per depredare ed avere, mutare l’essere in qualcosa che la natura non può sostenere. Per guardare la propria immagine e non vedere la vera forma del futuro, anche se le sue tracce si vedono guardando attentamente. Così, il sapere di macellare lo spirito per cambiarsi d’abito, da dove arriva? Usarlo in questo modo, inappropriato, di parte, mette Dio e gli angeli sotto una nuova luce: queste conoscenze le hanno avute da altri, in un tempo che il cielo non ricorda. Non fuggono dalla loro vera essenza neanche in questo modo. Soprattutto, neanche in questo modo. L’acqua nuova del mutamento ha raddoppiato la velocità del moto degli atomi, e questa bellezza infine, brucerà il mondo che Dio e gli angeli vogliono per sempre, e loro stessi non potranno fare a meno di vedersi come l’unico male che volevano distruggere vedendolo solo al di fuori di loro. Il Paradiso sarà la… perdita definitiva.
Grosse scariche elettriche vien giù rumoreggiando e illuminando il profondo cielo coperto da nuvole grigie e nere, raffiche di vento si avventano nel paese, e incessante cade la pioggia al suolo creando il panico nel traffico cittadino.
Così ostiche e coriacee, adoro le piante grasse, la loro beffarda strafottenza, l’essere burbere per non concedersi alle carezze di chiunque. Eppure, a dispetto della loro atavica ruvidità, ti sorprendono improvvisamente, incastonando delicate grazie floreali tra aculei indisponenti. Un po’ come me.
Se manca l’erba… di tutta si può fareun solo fascio.