Fiorella Cappelli – Comportamento
Non sarò mai come ho cercato di essere “per te”, ma come ho capito che dovrò essere… “per me”.
Non sarò mai come ho cercato di essere “per te”, ma come ho capito che dovrò essere… “per me”.
A volte… è necessario perdere il “controllo” per trovare un nuovo equilibrio.
O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.
E alla fine ci si stanca di dare senza mai ricevere, ci si stanca di perdonare i medesimi errori, ci si stanca di tutto… è così. Anche l’umiltà si stanca di ricevere schiaffi dalla disonestà.
Della gentilezza sforzata fatta per paura di ferirmi non so che farmene. Suona di falso come una cover delle peggiori band. Preferisco schiettezza e voltafaccia. Sincerità e trasparenza, piuttosto di aver di fronte falsa benevolenza. È una presa in giro alla mia intelligenza e al mio essere.
Tace la vita, urla il silenzio del mio nulla! Rimbomba dalla mia fragilità la voce dei ricordi, foto in bianco e nero che riaffiorano da pozzanghere lontane e mai prosciugate: dal mio cuore impolverito, odo l’ugola mia che piange silenziose note. Tace la vita intorno a me. Nessuno ascolta la mia disperazione e annego nella mia solitudine…
Mi piacciono le persone che della coerenza ne fanno il proprio mestiere. Mi piacciono le persone che decidono di esserci e veramente ci sono. I rapporti interpersonali ad intermittenza non mi sono mai piaciuti.