Flavia Ricucci – Poesia
Il buio oltre la siepe dall’orizzonte infinito il guardo esclude.
Il buio oltre la siepe dall’orizzonte infinito il guardo esclude.
InconsapevoleAvvolta dalla scrivania universalmente anonima:Lo sguardo ceruleo, un’esile diafana figura anima,Occhi ammaliati dalla lucida fialetta trasparente:Due gocce arrembano e si colliquano teneramenteNelle due cavità accoglienti, ignee e umettateDue gocce di collirio; ed è l’eponimo del delirio:Quel lucido intervallo che preannuncia la folliaDell’ignaro spettatore catatonico, ammaliatoDal catartico unguento che spaglia dalle orbite;Irrora e accarezza le pallide e rugiadose goteSfiora, si coagula e penetra nella cavità piretica;Le labbra umide e rubizze esaltate dal composto e, L’ospite, nell’estatica diallage, ingorgato nell’onirico deliquio.
Al vuoto si risponde con la poesia, non con le puttanate…
La poesia è una mano gentile,che carezza l’anima,per mitigarne i tormentio un canto celestiale,che innalza le note di gioia,fino a sfiorare le stelle.
Il posto del poeta mi sembra che sia quello di Mr. Hyde della natura umana.
Non sono io che cerco la poesia, è la poesia che viene a cercare me!
Se priva di musicalità, la poesia non è più poesia.