Francesca Alleva – Libri
Di alcune donne non ci si fida quando dicono “sto scendendo, ancora cinque minuti”. Di me non ci si può fidare quando dico “leggo solo un capitolo ancora, poi spengo la luce.”
Di alcune donne non ci si fida quando dicono “sto scendendo, ancora cinque minuti”. Di me non ci si può fidare quando dico “leggo solo un capitolo ancora, poi spengo la luce.”
All’improvviso mi lanciò uno sguardo penetrante. “Ma non vedrò mai nessun’altra Bella. Io vedo soltanto te. Anche quando chiudo gli occhi e provo a pensare a qualcos’altro.”
Il mio tremore si fermò all’improvviso e fui invaso da un calore più intenso, nuovo. Che non bruciava.Splendeva.Tutto si sciolse dentro di me e rimasi immobile davanti al visetto di porcellana della bambina, metà vampira, metà umana.Tutti i lacci che mi stringevano alla vita, si spezzarono in un attimo, come lo spago di un grappolo di palloncini. Tutto ciò che mi rendeva ciò che ero – l’amore per la ragazza morta al piano di sopra, l’amore per mio padre, la fedeltà al mio nuovo branco, affetto per gli altri miei Fratelli, l’odio per i miei nemici, per la mia casa, per il mio nome, per me stesso – si staccò da me in quell’istante – zac, zac, zac – e fluttuò nello spazio.Ma non andai alla deriva – un nuovo laccio mi tratteneva dov’ero. Non uno: un milione. Non di corda, ma d’acciaio. Un milione di cavi d’acciaio che mi legavano a una cosa sola; al centro esatto dell’universo.Finalmente capii che l’universo ruotava attorno a quel punto. Non avevo mai colto la simmetria dell’universo, che adesso mi era chiara.Non era più la forza di gravità a imbrigliarmi.
Ci vuole un sacco di storia per produrre un po’ di letteratura.
Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello.
“Hai un buon cuore. A volte è quanto basta per essere al sicuro ovunque si vada.” Poi scosse la testa. “Nella maggior parte dei casi, però, non è così.”
Chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d’improvviso la vita pareva così vuota e priva d’interesse?