Francesca Alleva – Sogno
Quando vi dicono che siete il loro sogno, diffidate. All’alba ci si sveglia.
Quando vi dicono che siete il loro sogno, diffidate. All’alba ci si sveglia.
C’è chi apre una bottiglia e si versa l’alcool. Io apro un diario, e ci verso parole.
Mi ritrovai a pensare che, sebbene il tempo si ostinasse a scorrere impertinente pretendendo di avere ragione, nessun passaggio di luna sarebbe stato sufficiente ad allontanarmi dai miei sogni. Essi rappresentavano il mio destino. Essi erano la mia ancora di salvezza. Piegai il foglio e scesi di corsa quelle scale. Era giunto il tempo di correre. Correre incontro al vento che tanto a lungo avevo evitato. Correre lungo strade affollate di passioni e desideri. Correre attraverso ricordi da non cancellare, colori da non dimenticare, lacrime per rinfrescare il volto. Adesso ogni cosa aveva il colore del respiro che, impetuoso, arrivava a ricordarmi che il cuore palpita solo quando l’anima trova il coraggio di sognare ancora.
Chi sogna soltanto è un idealista ma chi soffre e continua a sognare è un rivoluzionario realista.
Soffio via, ma non si perde la magia che avvolge la vita e la soffice carezza dei sogni vola in alto, desideri con le ali, a raggiunger cieli di meraviglie.
È in questi momenti che ti ascolto di più, anima. Mi lascio trasportare dalle emozioni che solo tu provi, cuore. E la notte fa il suo corso, cerco nel silenzio la quiete di un sogno, la pace che troppe volte non trovo nel giorni miei.
Se non è ambizioso che sogno è?