Francesca Alleva – Stati d’Animo
C’è chi le chiama “emozioni”. Io preferisco chiamarle “schiaffi”. Certo, belle, piene, sincere e indimenticabili. Ma pur sempre schiaffi. Agli occhi, nello stomaco, all’anima.
C’è chi le chiama “emozioni”. Io preferisco chiamarle “schiaffi”. Certo, belle, piene, sincere e indimenticabili. Ma pur sempre schiaffi. Agli occhi, nello stomaco, all’anima.
L’anima è lo specchio della vita, è racchiuso negli occhi di ognuno di noi, la conoscenza interiore da forza al nostro stato d’animo e al cuore. Quello che è più importante è l’amore per il prossimo, visto con gli occhi di un bambino, dove la purezza e la gioia che si legge nei suoi occhi ti fa stare bene, ma sopratutto ti fa stare in armonia e serenità con se stessi è vicino alla nostra anima. Sono le parole che escono dal cuore e chi ha un sentimento profondo potrà provare le stesse cose.
Oggi è il mio primo compleanno senza te al mio fianco, e sto cercando un senso a questa mia vita, ma più passa il tempo e più mi accorgo che senza te a camminare al mio fianco un senso la mia vita non ne ha, e non e degna di essere chiamata vita.
A volte una manciata di parole causa più sofferenza di cento pugnali piantati nel cuore.
C’è chi il tempo lo affida al rumore meccanico di un orologio, c’è chi il tempo lo vede sempre rinchiuso dietro una piccola parete di vetro o come come un fiume che trascina le sue acque fino al mare continuando a vivere in esso eternamente. A volte, il tempo sembra che non passi, è come una rondine che fa il nido sulla grondaia, esce ed entra, va e viene, ma sempre sotto i miei occhi. E quando cose accadono, sempre quando non è il momento giusto, forse perché solo allora avevano la possibilità di dimostrare la loro importanza, e oggi tra l’erba verde sulla riva bagnata dei miei ricordi si sono liquefatti gli anni che nessuno riesce a fermare mai.
Quando ti affezioni a qualcuno hai già impugnato un’arma a doppio taglio. Puoi avere successo, ma puoi anche ferirti con le tue stesse mani, e queste ferite sono le più dure da sopportare e da guarire. Dai tutto te stesso all’altro, e lui ti porta via l’anima.
Vorrei fuggire via da tutto, prendere un treno e non tornare più, ma poi la ragione mi dice che il mio posto è questo!