Francesca Zangrandi – Filosofia
Io non pretendo che tu capisca cos’è l’amore, ma pretendo che rispetti chi lo ha già capito.
Io non pretendo che tu capisca cos’è l’amore, ma pretendo che rispetti chi lo ha già capito.
Vi sconsiglio vivamente di diventare filosofi accademici. Tra loro la tentazione del pensiero fasullo è diffusissima
L’uomo buono è sfruttato, se cattivo è temuto…
Il silenzio è insostenibile. È più facile rinunciare al pane che al verbo. Il moto dello spirito esige parole in massa, senza le quali, avvolto su se stesso, rimugina la sua impotenza. Disgraziatamente l’eloquio scivola nello sproloquio. Anche il pensiero vi tende, sempre pronto a espandersi, a gonfiarsi. Arrestarlo con l’acredine, contrarlo nell’aforisma o nella battuta, significa opporsi alla sua espansione, al suo movimento naturale, al suo slancio verso la prolissità o la dilatazione. Da qui i sistemi, da qui la filosofia, da qui la letteratura.
Non sempre capiamo quello che proviamo ma di certo sappiamo quello che non proviamo.
A furia di frequentare i tribunali l’inserviente è diventato giudice.
Spero che prima o poi, diano l’ergastolo alla noia, ha ammazzato troppe vite e tante ancora ne ammazzerà.