Francesca Zangrandi – Filosofia
“Penso di non amarti più”.”Meglio no?”Ma so che sei ancora in grado di ferirmi.
“Penso di non amarti più”.”Meglio no?”Ma so che sei ancora in grado di ferirmi.
Ciò che noi chiamiamo natura è un poema chiuso in caratteri misteriosi e mirabili. Ma se l’enigma si potesse svelare noi vi conosceremmo l’odissea dello spirito, il quale, per mirabile illusione cercando se stesso, fugge se stesso; poiché si mostra attraverso il mondo sensibile solo come il senso attraverso le parole, solo come, attraverso una nebbia sottile, quella terra della fantasia, alla quale miriamo. Ogni splendido quadro nasce quasi per il fatto che si toglie quella muraglia invisibile che divide il mondo reale dall’Ideale, e non è se non l’apertura, attraverso la quale appaiono nel loro pieno rilievo le forme e le regioni di quel mondo della fantasia, il quale traluce solo imperfettamente attraverso quello reale. La natura per l’artista è non piú di quello che è per il filosofo, cioè solo il mondo ideale che apparisce tra continue limitazioni, o solo il riflesso imperfetto di un mondo, che esiste, non fuori di lui, ma in lui.
I soldati di Napoleone possono diventare marescialli… le donne possono diventare “belle sceme”.
È più difficile capire me stesso che conoscere il resto.
Il pensiero decade quando non ha più braccia ma solo ali.
La dannazione di chi non basta a se stesso è che deve sempre prendere dagli altri per sentirsi qualcuno.
Tanta è la discesa all’andata quanto la salita al ritorno.