Francesca Zangrandi – Stati d’Animo
Ho visto passare un anno della mia vita e io non c’ero.
Ho visto passare un anno della mia vita e io non c’ero.
Ma che ne sai dei miei problemi, della mia vita, dei miei guai! Ehi basta! Ma lo volete capire o no che così non si va da nessuna parte! Mi fate incazzare come una bestia! La vita è bellissima! A volte è dolce ma molto più spesso è dura e noi dobbiamo esserlo più di lei. Carezze, baci ma anche pugni e calci. E non fate affidamento su nessuno se non soltanto su voi stessi! E adesso me ne vado a suonare Vivere di Vasco con la chitarra. Buona vita a tutti.
Sono una donna con i suoi sogni, una mamma che ama la sua bambina (sarà sempre la mia bambina anche se ha 30). Sono una sognatrice, amo la vita anche se a volte mi delude, so essere anche bambina all’occorrenza, mi accontento di poco, e sono felice di quel poco che ho. Ma quando mi arrabbio sono molto cattiva dico cose che magari in quel momento non penso, questa sono io con la mia bontà. E la mia imperfezione.
A volte, l’unica cosa da chiedersi è se si è pronti a correre il rischio.
Vivo per quel briciolo di follia colma di brillantezza intrinseca, imbevuta da una sana vena di sarcasmo, in modo da sbilanciare il pessimismo cronico, dall’ottimismo senza limiti, creando un conflitto d’interessi, che a volte mi porterà verso il lato positivo e altre verso quello negativo, ma che non si fermerà mai nel mezzo, non sarò mai neutro. Il mezzo, è solo per chi s’accontenta.
Perdonare e dimenticare vuol dire gettare dalla finestra una preziosa esperienza già fatta.
Mi immergo nell’eterno viaggio. Mi riconosco destinato ad essere ricordo di fatti passati e ad essere vivo per ricordare; incerta questa vita scorre come un fiume, le foglie cadono, le piante vengon sradicate, non grava il peso eguali compiono il loro passaggio. Il timore non sfiora l’animo; trasportato dalla corrente mi dimeno per non accettare il destino infelice, troppo è stato lasciato incompiuto, ma la corrente è senz’animo e occhi, imperturbabile scorre, lasciando all’uomo solo i ricordi di cui, un tempo, si nutriva il cuore.