Francesco Avella – Ateismo
Ci sembra normale tutto ciò che non ci sorprende e che rientra nei comportamenti a noi comuni, ed è anche per questo motivo che molti credono ancora in Dio, perché crederci rientra ancora nella normalità.
Ci sembra normale tutto ciò che non ci sorprende e che rientra nei comportamenti a noi comuni, ed è anche per questo motivo che molti credono ancora in Dio, perché crederci rientra ancora nella normalità.
Spesso mi ritrovo a pensare perché in un mondo in pace ci siano ancora guerre. Le guerre si sono fatte, e si fanno, per svariati motivi, ma quello che mi colpisce di più è che spesso le religioni siano la causa di tutto questo. Chi è quel Dio che così comanda?
I cristiani che si scagliano contro Halloween per difendere le “radici cristiane” sono davvero divertenti, perché ignorano che anche il Natale in origine era una festa pagana, si chiamava “Sol Invictus”, fu l’imperatore Costantino a far coincidere la natalità di Gesù con questa festa.Anche l’usanza di addobbare l’albero ha radici pagane: i popoli germanici, ad esempio, decoravano l’abete in onore di Odino.
L’impero patologico della pulsione di morte si cura […] con un lavoro filosofico su di sé. Un’introspezione ben condotta ottiene che arretrino i sogni e i deliri di cui si nutrono gli dèi. L’ateismo non è una terapia, ma una salute mentale recuperata.
Aiutati che Dio… non ti aiuta!
I credenti non vogliono rispetto, ma sottomissione.Pretendere che un ateo non possa criticare le credenze religiose, anche tramite la satira più estrema, significa pretendere la sottomissione della libertà di pensiero alla fede.Una fede che, tra l’altro, rappresenta un insulto alla ragione, alla logica e al buon senso, tutte cose che per un razionalista hanno valore, quindi dovrebbero essere gli atei a chiedere rispetto per la loro razionalità, continuamente stuprata dalle credenze religiose, tanto irrazionali quanto ridicole.
Hanno inventato Dio perché non hanno avuto il coraggio di farsi schifo da soli.