Francesco Galizzi – Stati d’Animo
Sogno di una lingua che del condizionale non ammetta il tempo passato.
Sogno di una lingua che del condizionale non ammetta il tempo passato.
Quello che so è che certe persone quando sono nervose mi vorrebbero usare come pungiball. Quello che non sanno è che io sono un modello particolarmente molesto che non solo schiva l’urto ma dopo gli rimbalza addosso!
La nostra vanità è più gravemente offesa proprio quando è stato ferito il nostro orgoglio.
I miei colori preferiti? I miei pensieri, pensieri fatti con i colori dell’arcobaleno!
Quando accendo una candela, la fisso con gli occhi per vederla sciogliersi piano in una luce che mi parrà eterna mentre l’illusione indosserà fiera la maschera della speranza. Scrisse Kahlil Gibran “Il paradiso è là, dietro quella porta”. Ma se perdiamo le chiave non sarà perché ci siamo dimenticati dove l’abbiamo messa?
Vedo il mondo attraverso un velo di cristallo. Tutto si frantuma ma mai si ricompone.
Era l’unica cosa che fino ad allora mi aveva conferito una valida ragione per andare avanti, per continuare a rialzarmi. Era la mia forza, la mia ninfa vitale. E invece lei ora era lì, con Lui, e cantava come un angelo.