Francesco Galizzi – Stati d’Animo
Vorrei essere l’universo, e annegare nella consapevolezza di me stesso.
Vorrei essere l’universo, e annegare nella consapevolezza di me stesso.
Troppe cose non capisco, ma penso di aver capito che il problema non è la mia scarsa intelligenza, ma le azioni incomprensibili degli altri.
Quando due occhi ti guardano così, dimentichi tutto e vorresti solo annegarci dentro, ma se quella luce si è spenta per sempre e quegli occhi restano chiusi, vorresti che il buio ti avvolgesse e che anche i tuoi occhi si spegnessero. La vita è bella, è la morte che la rende orribile.
Non è peccato soffrire e non è vergogna piangere. Amare se stessi dentro i pregi e dentro i difetti è il massimo che possiamo donarci. È rispetto verso noi stessi accettarsi per ciò che si è. È armonia con il proprio “io” stimarsi per ciò che siamo. Quindi non avere paura di mostrare i tuoi pregi e tanto meno i tuoi difetti, le tue paure e i tuoi limiti. Perché solo allora saprai che chi ti resta a fianco ci resta solo ed esclusivamente per quello che sei veramente.
Amala questa vita, ama te stesso, ama quello che hai e che ti danno le persone a cui vuoi bene, ama l’umiltà con cui affronti tutto, perché sarà lei a renderti felice.
Chi ha la serenità nel cuore non ha bisogno di conquistarsi medaglie e coppe per sentirsi un gradino al di sopra di un altro, ferendo e (uccidendo nell’animo) chi sale le scale della vita. Chi ha la serenità nel cuore non edifica palazzi di egoismo e falsità, ma spazza via ogni difficoltà con gesti gentili. Perché ha un grande cuore e sa anche perdonare non “calpestare”.
Non è solo un cingersi con le braccia, l’abbracciarsi fa avvicinare i cuori li pone in un simbiotico ritmo per alcuni minuti le anime si fondono!