Francesco Iannì – Paura & Coraggio
A volte, il “buono” è soltanto un debole codardo.
A volte, il “buono” è soltanto un debole codardo.
Essere mediocri in qualcosa, non è affatto male; può essere bello, sapere di potersi stupire ed evolvere ancora per molto tempo, provando la sensazione di migliorare dopo ogni tentativo compiuto.
È una fortuna che si possa affrontare l’assenza di una persona parlando di lei. È una fortuna che, grazie a questa cosa meravigliosa che sono le parole, i gesti dell’amore e del profondo affetto, si possa tenere vivo il ricordo.
Non serve parlare, la paura ti tiene soltanto lontana da un nuovo cammino, magari da quello giusto, non sempre la paura è giusta, e non sempre aiuta. Non serve parlare, saper riconoscere la paura dalla cosiddetta “paura” può solo aiutare a crescere e conoscere ciò che è giusto!
Ci sono momenti in cui si è persa la strada, il percorso interiore per ritrovare il sentiero può essere lungo e faticoso. Non sempre si riesce a concluderlo, specialmente se non si fa delle proprie debolezze un punto di forza. Il problema maggiore è il non voler affrontare i propri fantasmi e il non volerli esorcizzare per paura che la loro evanescenza si concretizzi più delle nostre stesse paure.
L’uomo è reso indifeso dalle sue più grandi paure semplicemente perché non è egli stesso in grado di riconoscerle. Ecco perché abbiamo tanto paura dei cambiamenti: non riconoscere ciò che abbiamo di fronte è un po come brancolare nel buio. E l’uomo non è fatto per vivere senza luce.
Nessuno può abbattere il muro di credenze e convinzioni maturato dentro di noi, se a permetterglielo non siamo noi stessi.