Francesco Iannì – Paura & Coraggio
A volte, il “buono” è soltanto un debole codardo.
A volte, il “buono” è soltanto un debole codardo.
I giovani avevano poco coraggio, si guardavano tra di loro, come pecore che seguivano il proprio pastore, un Dio da qui pendevano le loro labbra e quando un fulmine cascava nella loro terra, correvano impauriti, verso il nulla più totale. Al ritornar del sole, ognuno era solo, lontano da gli altri, ognuno ora era una pecora vuota senza anima, che sarebbe morta di fame tra le terre aride.
Il coraggio di avere paura è ciò che più mi affascina in una persona, è ciò che mi fa pensare che sia incredibilmente forte.
Questa paura di cui si nutre l’incerto, mi da la forza di andare avanti sopra le sabbia con spettri avvinghiati a segreti tesori che non pagano il vaccino dell’immortale.
È la paura del vuoto a spingerci verso l’altro, il bisogno di sentirsi addosso la vita, ma solo chi non ama è il miglior amante della verità.
Vivere è un po’ come dover affrontare continui viaggi in treno. La stazione rappresenta un punto di ritrovo comune; ci troviamo tutti quanti lì con l’unico scopo di andare da qualche parte. Nel corso della nostra esistenza, scegliamo se restare, andare o tornare; osserviamo treni che partono, treni che ci passano accanto, treni che si fermano per poi ripartire, senza dimenticare quei treni che arrivano dritti al capolinea, e ognuno di essi porta sempre a qualcosa.
Sei quella persona per la quale percorrerei centinaia di chilometri anche solo per avere un abbraccio.