Francesco Iannì – Poesia
La poesia più bella nasce sempre dalle lacrime sincere di una grande delusione, anche quella che non viene scritta. La sofferenza strizza il cuore e il succo che ne viene fuori è arte.
La poesia più bella nasce sempre dalle lacrime sincere di una grande delusione, anche quella che non viene scritta. La sofferenza strizza il cuore e il succo che ne viene fuori è arte.
Nessuno si piace, se non si sente amato; è nel piacere agli altri che si ritrova il meglio di sé stessi.
Se per piacere agli altri hai bisogno di insultare o di ridicolizzare un innocente, allora…
Il mondo è un enorme vuoto da colmare con pura vita.
I poeti bussano ai cuori dove non fa giorno. Aprono porte altrimenti chiuse svelano giardini nascosti, solitudini infinite. I poeti sono gigli disseccati lunghi fili di vento che vibrano su desideri imprigionati. I poeti suggeriscono colori ai pittori e il mondo si tinge d’azzurro e di bianco. Il bianco delle stanze dove giocano i bambini l’azzurro delle soffitte dove sognano i sogni e si riposa la luna. I poeti sono mendicanti per strada e la moneta che tu lasci nelle loro mani diventa un sole di rame che incendia la notte. I poeti sono musiche gitane un canto di rane nel caldo meridione. I poeti sono versi in prigione.
La razionalità è la tomba della vita: proietta continuamente davanti a noi il futuro più plausibile.
Il poeta scrive bene quando l’ultima sua salvezza è ciò che scrive.