Francesco Iannì – Sogno
Ognuno ha quel che si merita. In un bel sogno, magari.
Ognuno ha quel che si merita. In un bel sogno, magari.
Ho sognato anch’io ad occhi aperti e non una sola volta, ma molte come tutti voi. Ho creduto che quei sogni potessero diventare realtà e mi sono stupidamente fidata di chi con belle parole mi ha lasciato morire dentro un’illusione.
Forse i sogni li ho ancora, forse li ho solo nascosti bene perché non siano nuovamente distrutti.
Mi capita spesso di sognare, poi mi addormento e nulla più.
Ho sognato che eravamo io e te e c’erano anche i nostri occhi, sì, gli occhi; poi, ricordo che sono apparse le mani come carezze dirette dagli occhi. Questi occhi sembrava fossero direttori d’orchestra e nell’armonia sentivo un suono, un ritmo, si, un crescendo di percezioni… sospiri. Ricordo, ancora, che i sospiri conducevano la dolcezza delle carezze come petali sfiorati dal vento e, poi, ricordo un divenire di colori in un susseguirsi di intensità: luce nella luce. Le parole delle labbra scandivano sintonie celebrali come fossero fiocchi di neve in un inverno di sole.
Provi un senso di disagio e ti senti malinconico pensando a una persona a cui vuoi bene, quando il tempo e la distanza giocano a tuo sfavore, tenendoti lontano da lei.
I sogni cui teniamo di più non li riveliamo a nessuno, ma li custodiamo nel cuore. E sono quelli in cui non smettiamo di credere per tutta la vita.