Francesco Iannì – Stati d’Animo
La notte ha un fascino che il giorno non conosce.
La notte ha un fascino che il giorno non conosce.
Sono una raccolta vivente di buoni propositi andati a vuoto.
Ricordi ormai affondati nella memoria e seppelliti nel cuore…
Si sentiva il mare, come una slavina continua, tuono incessante di un temporale figlio di chissà che cielo. Non smetteva un attimo. Non conosceva stanchezza. Non conosceva clemenza. Se tu lo guardi te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio… Tutto quell’infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia la notte.
Se scuoti un paese ne esce fuori invidia e ti avanza una buona dose di ignoranza.
Quando uno muore, per lui la faccenda è molto reale; per gli altri, solo una disgrazia o un ingombro da levar di torno, e per questo c’è il cimitero.
Bisogna concedersi, prima o poi, correndo il rischio di amare, di rimanere delusi, di soffrire, di annullarsi e di riprendere in mano, infine, le redini della propria vita; non ha senso stare sotto vetro in eterno.