Francesco Iannì – Tristezza
Ci sono giorni in cui vorrei che, con una siringa, mi aspirassero tutti i pensieri.
Ci sono giorni in cui vorrei che, con una siringa, mi aspirassero tutti i pensieri.
Vivo la stanchezza del giorno chiusa nella rabbia dei tuoi silenzi.
L’ultimo sconsolato bang della mia lattina di Desolazione nel vuoto della valle, che ascolto con soddisfazione, nudo. Lontano, lontano alle porte del mondo c’era il vortice di vento che ammoniva come tutti noi saremo spazzati via come trucioli e piangeremo. Uomini dagli occhi stanchi ora lo capiscono, e attendono di deturparsi e putrefarsi, nonostante questo essi conservano egualmente nel cuore il potere d’amare, non so più cosa significhi quella parola. L’unica cosa che voglio è un cono gelato.
Non c’è morfina che possa addormentare il dolore “del cuore”.
Il dolore ha raggiunto il suo climax. In principio mi ha sfiorato lieve come una carezza appena donata. Lo percepivo a stento, sulle estremità del mio corpo si è diramato strisciando. In circolazione perfetta si spostava in fretta. Senza stop e limiti di precedenza tutto è più facile. Così, si è impossessato di me e privata di ogni autonomia. Ora sono solo sua schiava prostrata in silenzio in declino di vita.
Puoi anche strappare il cuore portandotelo via, ma ricordati che le emozioni restano sempre.
L’ultima carezza ci manca tanto, ignari e sconsiderati di quante ne abbiamo lesinate.