Francesco Magliarditi – Vita
Siamo “incapsulati” nel tempo e nello spazio, ai quali dobbiamo la vita e l’ignoranza.
Siamo “incapsulati” nel tempo e nello spazio, ai quali dobbiamo la vita e l’ignoranza.
I giorni hanno un sapore diverso l’uno dall’altro: Per questo la nostra lingua si divide in: aspro, amaro, dolce. Così che noi possiamo assaporare tutti gli aspetti della vita. Poi resta solo un passo da fare: Ingoiare il boccone.
Se dovessi scrivere il romanzo della mia vita, lo farei a due temi dominati: onestà e combattività.
Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda s’accende una luce. Si odono voci. Qualcuno corre, grida, si dispera. Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore.
Non sopporto le persone che si illudono di avere il mondo nelle loro mani. Io amo la gente semplice, quella dal cuore umile e dagli occhi sinceri.
Ci avviciniamo a milioni di persone sbagliate e poi ci perdiamo anche dietro a quelle sbagliate lasciando spesso passare di fronte ai nostri occhi inosservate quelle giuste. Un errore che facciamo spesso, e che capiamo tardi, e a volte paghiamo anche acaro prezzo. Forse però quelle persone apparentemente “Giuste” non lo erano per noi in quel momento.
Dio ha posto la vita su un piano inclinato.