Francesco Saudino – Tristezza
Quando sei da solo con te stesso finisci col chiederti cosa sia davvero importante, e capisci che non temi la solitudine, ma certe risposte.
Quando sei da solo con te stesso finisci col chiederti cosa sia davvero importante, e capisci che non temi la solitudine, ma certe risposte.
C’è in me una nostalgia di qualcosa che non esiste nella vita e nemmeno nella morte, un desiderio che su questa terra niente appaga, fuorché, in certi momenti, la musica, quando evoca le lacerazioni di un altro mondo.
Quando qualcuno veramente “grande” ci lascia, il vuoto è universale!
Tutti abbiamo il diritto di essere triste, ma non abbiamo il diritto di portare questo avanti…
C’è stato un tempo che per ogni ferita morivo lentamente, oggi su ogni ferita rinasco sempre più forte.
Alla felicità ci credo, anche se ho smesso di inseguirla, i sogni sono il mio rifugio dalla realtà, l’amore, beh l’amore è qualcosa a parte, perché l’amore è in contrasto con tutti gli ideali che amo… amo la libertà e l’amore ti schiavizza, ti rende schiavo dei sentimenti, ti rende succubo di qualcosa che sai non c’è, e che smetti di cercare in te stesso, per trovarlo in un’altra persona, nonostante sai già che non troverai altro che dolore. Io amo la giustizia, e l’amore è il sentimento più ingiusto di questo mondo, perché ti illude, ti inganna, ti seduce, per poi lasciarti triste e solo. Io amo l’amicizia, quella vera, quella che ti cura le ferite, ma è l’amore a procurartele… quindi io amo, amo tante cose, ma non posso amare l’amore.
Che senso ha vivere una vità a metà se la nostra metà non la può vivere con noi?