Franklin Delano Roosevelt – Guerra & Pace
Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre.
Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre.
Niente contribuisce alla pace dell’anima più che il non avere opinioni.
Com’è possibile che un uomo desideri andare in guerra, sognare di combattere e sparare, avere come unico desiderio quello di uccidere un altro uomo che nemmeno conosce? Dimmi Dio… com’è possibile? Hey, parlo con te! Esigo una risposta! Ne ho diritto…
La pace potrà regnare nel mondo solo quando ognuno di noi riuscirà a pregare per il bene del suo nemico.
Adesso ci sono i soldi della guerra. Quella che promette aiuti. È diventata buona la guerra, umana, generosa, compassionevole, umanitaria? No, ma deve farlo credere. È fondamentale creare consenso alla guerra, far vedere che belle cose produce. Ci avevano già provato in Kosovo. L’idea della ‘guerra umanitarià si è formata sostanzialmente in quell’occasione: quando si decide di bombardare, di ammazzare, conviene garantire che dopo arriveranno gli aiuti. Certo si tratta di molto danaro, ma in fondo costa quanto un giorno o due di guerra, è un costo aggiuntivo che vale la spesa: è pubblicità, è comunicazione. E il mondo ‘umanitariò, in buona misura, è stato al gioco.
È molto meglio osare cose straordinarie, vincere gloriosi trionfi, anche se screziati dall’insuccesso, piuttosto che schierarsi tra quei poveri di spirito che non provano grandi gioie né grandi dolori, perché vivono nel grigio e indistinto crepuscolo che non conosce né vittorie né sconfitte.
Si dice sempre Pace, ma poi alla fine continuamo combattere una guerra dopo l’altra.