William Blake – Frasi Sagge
Il cervo selvaggio vagando il sentiero salva l’umana anima dal suo pensiero.
Il cervo selvaggio vagando il sentiero salva l’umana anima dal suo pensiero.
La matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto verità ma anche suprema bellezza; una bellezza fredda e austera, come quella della scultura.
In fondo ad un rifiuto trovi il mestiere dello spazzino, quindi anche un rifiuto da vita a qualcosa.
Certo, finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma il clamore discorde di chi chiama da ogni parte, la vita si consumerà, resa breve dagli errori, anche se giorno e notte ci daremo da fare con le migliori intenzioni. Decidiamo, allora, dove vogliamo andare e per quale via ma non senza un esperto che già conosca la strada che cominciamo a percorrere, perché certo non è come negli altri viaggi dove, se si è individuato il percorso e si chiedono informazioni agli abitanti, non si può sbagliare. In questo caso, invece, proprio le strade più battute e frequentate ci traggono in inganno. Soprattutto bisogna fare attenzione a non seguire, come pecore, il gregge di chi ci precede, perché non si va dove si deve andare, si va dove vanno tutti.
Rifletterai piuttosto che non ci si deve adirare con gli errori. È possibile che ci si adiri con chi al buio ha un passo poco sicuro? Con i sordi che non sentono gli ordini? Con i bimbi che non si curano dei loro doveri e guardano gli svaghi e i giochi sciocchi dei coetanei? Ci si può mai adirare con le persone malate, vecchie, stanche? Fra gli altri svantaggi della condizione umana c’è anche la nebbia che offusca le menti, e non solo la necessità di peccare, ma anche l’amore per i peccati. Per non arrabbiarsi con i singoli bisogna perdonare a tutti e concedere indulgenza al genere umano.
Di grossi guai è la credulità. Spesso non dovremmo neppure prestare ascolto, perché in certi casi è meglio essere ingannati che diffidenti. Sgombriamo l’animo nostro da sospetti e congetture, stimoli assai ingannevoli: “Quel tale mi ha salutato con poca cortesia; colui non ha ricambiato il mio bacio; l’altro ha troncato di colpo ciò che stava dicendo; un altro non m’ha invitato a cena; lo sguardo di un altro ancora mi è parso un po’ ostile”. Al sospettoso non mancheranno mai indizi: dobbiamo essere schietti e prendere le cose dal lato buono. A meno che una cosa non capiti sotto gli occhi e non sia evidente, non dobbiamo credere a nulla, e ogni volta che i nostri sospetti risulteranno infondati, rimproveriamoci d’essere stati creduli; questo castigo ci abituerà a non credere su due piedi.
La ragione dà tempo a entrambi i contendenti, quindi chiede un rinvio anche per se stessa, per avere il tempo di appurare la verità: l’ira ha fretta. La ragione vuol pronunciare un verdetto giusto, l’ira vuole che sembri giusto il verdetto che ha pronunciato. La ragione valuta unicamente la questione di cui tratta, l’ira si lascia impressionare da cose futili ed estranee alla causa.
Povero colui che causerà dolore e disperazione in persone che non lo meritano… è meglio che cominci a temere, perché potrà certamente sfuggire alla giustizia umana ma non a quella della vita che prima o poi… pareggia sempre i conti.
A volte i mezzi esterni non servono per eliminare il male. La natura e il tempo sono assai migliori delle medicine.
Ciò che veramente appartiene non può andare perduto, anche se lo getti via.
L’anello debole della catena è quello più forte, perché la spezza.
Anche l’uomo migliore può essere sconfitto, se non crea intorno a sè una valida compagine che lo possa sostenere.
Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.
Tale è la forza del vero che, come il bene, è diffusivo di sè.
La malattia tornerà nel corpo se l’anima è malata; poiché i peccati della mente sono la causa segreta dei peccati del corpo. Allo stesso modo la povertà e le preoccupazioni torneranno sempre nell’uomo, finché la specie umana resterà sottomessa all’egoismo.
Val la pena di aiutare solo coloro che se lo meritano, non distribuendo a chiunque il proprio aiuto.
Il tempo è il miglior medico.