Carlo Dossi – Frasi Sagge
L’ingegno è fatto per un terzo d’istinto, un terzo di memoria e un terzo di volontà.
L’ingegno è fatto per un terzo d’istinto, un terzo di memoria e un terzo di volontà.
Più noioso un dotto fra somari, che un somaro tra dotti.
I momenti sereni di oggi sono i pensieri tristi di domani.
Quello che soleva dire Ernesto Renan, cioè nulla gli dava talmente il senso dell’infinito come l’imbecillità degli uomini.
È preferibile non fare un’azione che non va fatta, perché dopo ci si pente. Ciò che va fatto è meglio farlo bene, perché non ci si penta.
Potresti correre una vita intera ricercando la felicità scoprendo che era la felicità che rincorreva te.
La fiducia negli altri è come una farfalla: vive una vita nascosta e in un sol giorno muore.
Conosci te stesso e ti prenderai in antipatia.
L’unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste una vera possibilità di giudizio, ma solo il suo riflesso.
Acquistasti ai miei occhi un alone misterioso, come tutti i tiranni, il cui diritto si fonda sulla loro persona, non sul pensiero.
Taluni credono di avere una concezione del mondo, ma hanno soltanto un’idea fissa, nel migliore dei casi un pregiudizio, sia esso politico o religioso – in breve proprio ciò che esclude una concezione del mondo.
Non crollare sotto il peso delle antinomie, questo è il nostro compito nella vita.
Non mi fido degli entusiasti che sono attirati dalla loro capacità di entusiasmarsi tanto o ancora più profondamente che dall’oggetto del loro entusiasmo.
Vizi che richiedono coraggio sono quasi già virtù, soprattutto se paragonati con virtù che vengono praticate solo per viltà.
Essere pronti è molto, saper attendere è di più, ma solo sfruttare il momento giusto è tutto.
Ma esiste un vero metro per l’inganno ed una definita barriera tra buona e mala fede, tra calcolo e spontaneità? Ognuno di noi, anche colui che si professa il più saggio, è soggetto a continui squilibri e drammatici contrasti. Possiamo fare della satira, dell’ironia e persino dell’umorismo su tutto e verso tutti, ma i giudizi spartani non si addicono a nessuno, né alcuno ne è umanamente all’altezza.
Occorre spesso ai giovani, nella discussione, di dover rispondere a delle obbiezioni che si riferiscono ai problemi ultimi dell’esistenza. Gli avversari sanno che questi problemi sono di quelli che fanno tremare le vene e i polsi anche al logico più consumato. Appunto perciò li propongono, per tentare di confondere e di far tacere anche laddove nella polemica essi rimarrebbero immancabilmente schiacciati.