Frate Indovino – Ricchezza & Povertà
La povertà maggiore è quella d’animo e di cuore.
La povertà maggiore è quella d’animo e di cuore.
Se ci fosse chi riesce a vivere senza mai servirsi del denaro, lo Stato esiterebbe a chiedergliene. Ma il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l’istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l’uomo e i suoi obiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà. Mette a dormire molte domande alle quali quell’uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.
L’umiltà è una ricchezza che fa apparire poveri.
Il denaro non dà la felicità, ma ti fa essere infelice in posti meravigliosi.
I ricchi non conoscono una delle più grandi emozioni dell’intera vita, ossia quella che consiste nel pagare l’ultima rata del mutuo.
La povertà unisce molte più cose di quante ne divida.
“Ricorda” mi disse: ricorda che mangi nel mio piatto!”Ricorda” gli risposi: ricorda che ho un mutuo di 25 anni per 80.000 euro al 100%, un’auto di 12 anni che sta insieme col filo di ferro… tu possiedi una villa, e un’auto da 40.000 euro, chi mangia nel piatto di chi è evidente.”Ricorda” gli risposi: la prossima volta che avrai ancora fame e allungherai la mano, prima del piatto potresti trovare ad attenderti la mia forchetta!