Gabriel García Márquez – Politica
L’ebbrezza del potere cominciò a decomporsi in raffiche di disagio.
L’ebbrezza del potere cominciò a decomporsi in raffiche di disagio.
A forza di sentirmelo ripetere, che votare è un diritto dovere, l’ho capito, ma a cosa serve ancora non lo so.
Caro Silvio, se vuoi partiamo.
Sento a volte che vengono create nuove leggi e mi viene da ridere.Che si crea a fare una legge se non vale nulla ma è addirittura controproducente?Ma c’è una domanda più importante… che si crea a fare una nuova legge se non si intelligenti?
“Tutti uguali, tutti pari diritti” va bene soltanto quando tutti sono buoni e bravi.
Questi giorni sono rimasto ad osservare. Avrei preferito non farlo. L’unica cosa che sono riuscito a vedere è il niente che avanza inesorabile inghiottendo al suo interno tutto ciò che incontra lungo la via. Il niente che assorbe l’intelligenza, la speranza, il senso di comunità. Presidenti della Repubblica che sono stati riconfermati come ultima spiaggia per poter risollevare il paese dalle macerie che loro stessi hanno contribuito a generare. Comici che si spacciano per politici e che chiamano le masse alla “marcia su roma” per poi (dopo aver visto che erano 4 gatti come da lui stesso pronosticato) non presentarsi. Casi umani disperati, che tentano di uccidere altri esseri umani, essere giustificati ed essere presi ad esempio come risultato della mala-politica. Il niente culturale, politico, sociale e morale determinato dal qualunquismo e dai benpensanti dell’informazione che sempre più è diventata formazione. L’occupazione della rete da parte di chi crede che internet sia “cosa” loro con la sistematica denigrazione dell’opinione altrui. Eppure credo e voglio credere che anche in questa notte vedremo spuntare la luna dal monte che ci rischiarerà il cammino.
Il vero conservatore sa andare indietro perché, per andare avanti, bisogna qualche volta arretrare per prendere meglio la spinta.