Gabriele D’Annunzio – Desiderio
Oh, s’io potessi darvi l’oblio d’ogni cosa!
Oh, s’io potessi darvi l’oblio d’ogni cosa!
Le settimane passano velocemente,sarà magnifico tenerlo tra le braccia,un’esserino piccolo piccolo,con un grande grande significato:vita!
Ho voglia di gesti che ti cambiano radicalmente l’umore. Di persone che sanno farti vedere che la bellezza dell’animo esiste. Di sorrisi sinceri e sguardi veri. Ho bisogno di qualcuno che sia parte del mondo che vivo in modo concreto e costante.
La forza che ho, è nel desiderare ancora, ancora e ancora.
Della lotta con te, come di bere quando ho sete, così ho il desiderio.
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento è breve e misurato con mano avara.Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole… bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
Ricorda di osare sempre.