Gabriele D’Annunzio – Stati d’Animo
Il chiarore vanisce, il sopore m’adagia.
Il chiarore vanisce, il sopore m’adagia.
La mia fragilità si è affacciata alla consapevolezza quando ho compreso di essere una persona variabile. Per anni ho vissuto sentendomi unico, insostituibile e non fraintendibile. Eppure ho incontrato una moltitudine di soggetti in grado di idealizzare la mia figura al punto di stravolgerla completamente, reinventandola dalla radice; molti si sono sbagliati, così, ad ogni mia parola, potevo vedere un attacco diretto alla persona che loro vedevano in me.La mia fragilità più grande è proprio questa: essere inesistente per come sono per me agli occhi di chi mi circonda. Perché io vivo con ogni cellula delle mie membra, eppure sofferenze e gioie possono non arrivare agli occhi degli altri, così come le mie parole rischiano di mutare durante il tragitto.
Ognuno ha le sue lacrime, ognuno ha i suoi sorrisi!
Amo il profumo della speranza, delicato e ondeggiante, ma rispetto a quello della certezza, deciso e penetrante, è assai effimero!
Sono cresciuto credendo in certe cose, in certi valori, nell’importanza di certi gesti. Ho capito crescendo che non sempre quello che dai ricevi anzi spesso ricevi proprio ciò che non ti aspetti a una verità ti regalano una bugia, a un sorriso ricevi una falsa stretta di mano a una lacrima una falsa carezza, non ho mai permesso a tutto questo di cambiarmi ma sicuramente mi ha insegnato a dosare e valutare a chi credere e soprattutto a chi dare quel poco che ho di vero dentro me.
Sono un libro aperto. Non riesco a nascondere nulla. I miei stati d’animo, il mio umore, i miei sentimenti, il mio “io”. E tutto scritto sul mio viso e nei miei occhi. Sono un libro aperto ma che nessuno è capace di leggere.
A volte preferirei essere analfabeta, che leggere negli occhi di chi mente!