Gabriele D’Annunzio – Stati d’Animo
Egli aveva in sé i germi di tutte le infezioni. Corrompendosi, corrompeva.
Egli aveva in sé i germi di tutte le infezioni. Corrompendosi, corrompeva.
Le donne della mia isola hanno occhi di ossidiana profondi e magici, i loro capelli morbidi e corposi sono come piume di poiana che al sole estivo risplendono come fili di rame ed ottone, il loro corpo è sinuoso caramello. A loro la mia isola le ha fatte con la pancia e con il cuore, mentre a me disse alla mia nascita: ti darò il mare negli occhi e del mare porterai la sua calma smeraldina come il grigio indaco della sua furia, sarai chiara come le nuvole d’aprile e avrai i suoni dei miei animali nella tua mente, ti donerò i miei venti e le ginestre selvatiche che profumano le scogliere, ti porgerò gioie ma come è per me non ti solleverò dal dolore né dai dispiaceri. Ed è in questo istante che la voce di mia madre si fuse con la voce della mia terra.
“Qual è la persona che ti manca di più?” “Mio figlio.” “Ma dai, non sapevo ne avessi uno.” “Appunto, abita nei miei rimpianti.”
Essere libera, essere me stessa è quello che non voglio smettere di fare, essere libera con te è la mia tranquillità!
La rinascita è sbocciare dal fiore dopo aver attraversato il suo letargo tra i rovi di spine.
Quando voglio confrontarmi con l’unica mia possibile rivale, mi guardo allo specchio.
La prima vera solitudine è la mancanza di se stessi.