Gabriele Martufi – Silenzio
Ci sono silenzi che stonano.
Ci sono silenzi che stonano.
A volte le parole non hanno senso in certe circostanze, tutto sembra banale, illogico, superficiale. Potrei trovare lo scritto più bello, la frase più intensa, ma niente sostituisce un vero e unico momento di silenzio, perché in quel momento è il cuore che parla, abbraccia ed è così forte la sua voce che contempli il tuo, il suo, il nostro silenzio.
Vorrei il silenzio come una possibilità di conoscere me stessa, e non come ulteriore chiusura.
La confusione dei miei silenzi ha bisogno di un logopedista.
Il silenzio è spesso una condanna: quando tra te e gli altri si frappone un muro di gomma fatto di odi antichi, di invidie tenaci e immotivate. Tu vorresti farti capire, spiegarti, ma per gli altri non hai semplicemente diritto di replica. Neanche i cani si trattano così. O forse giusto i cani, a cui spesso ti paragonano. E quando non c’è comunicazione è facile sbagliare, incancrenirsi negli errori: tanto nessuno ti correggerà, ti dirà la sua. Almeno non apertamente.
L’attenzione si attira di più stando in silenzio, che con un forte baccano.
Preferisco il silenzio di un pensiero, che mille parole inutili!