Gaia Moschetti – Viaggi e vacanze
Per mari e per terre me ne andai, dopo venti anni tornai, il mio nome è Ulisse, ma già lo saprai.
Per mari e per terre me ne andai, dopo venti anni tornai, il mio nome è Ulisse, ma già lo saprai.
Lo jogging si pratica fino a tarda ora intorno a quattro laghetti paralleli dove trovano dimora le anatre e i cigni. Questi ultmi sono lucenti macchie bianche lungo la superfice dell’acqua. A lato deliziose casette non sembrano temere l’umidità e godono dei riflessi dei lampioni. Uno scorcio fiabesco di Copenhagen.
Per viaggiare non per forza bisogna salire su un aereo o su un treno.Si può viaggiare stando fermi, con la fantasia.
Sono qui sdraiato sulla sabbia,Il sole mi avvolge con il suo caldo abbraccio.Il rumore delle onde aiuta la mia fantasia,è bello sentire il dolce giocare dei bambini in allegria…Il piacere delle vacanze che sono appena incominciate;Mi riempie di gioia perché tanto desiderate.Mi rendo conto di quanto son fortunatoPerché nella mia amata terra, dopo tanto son tornato.E la mia gioia più grande e questo è a prioriè il riabbracciare voi, tanto amati genitori…
Quando si intraprende un nuovo viaggio, lasciarsi qualcosa alle spalle può essere molto doloroso, ma diventa inevitabile. Però, forse, è proprio questo a dare la garanzia dell’arrivo alla meta. Più è scomodo cambiare, più è facile crescere.
E alla fine capisci che un viaggio ha un senso solo se, finito, ti senti più pesante; pesante perché ti manca quel qualcosa che hai lasciato lì dove sei stato.
Chi viaggia semina in un campo immenso e raccoglie frutti indimenticabili.