Gennaro De Santis – Stati d’Animo
Sembro un treno, in un paese straniero.
Sembro un treno, in un paese straniero.
Spesso c’è più solitudine su una panchina occupata, che su una panchina vuota.
Ciò che soltanto ora è visibile ai più, io lo scorsi molti anni prima. Piccole erano le mie mani per poterti afferrare saldamente. Debole ed insulsa era la mia voce, per far si che gli adulti mi dessero retta. Quel vortice nero che ti assorbiva lentamente avanzava ineluttabile. Cadesti nel eterno inganno di coloro che contrastano la propria natura, per cercare di essere una inezia come gli altri. Ora che quando ti guardo non ci sei, ora che sei andato a nasconderti in qualche angolo della tua anima, ora che le mie mani sono forti come poche, e la mia voce è possente quanto quella di un leone mi domando: è possibile risalire il vortice nero?
Se solo hai pensato di essere migliore di qualcuno hai già dimostrato di essere inferiore e limitato.
Non guardo dentro di me per capire perché girino certe ruote; sento che farlo sarebbe pericoloso.
Certe volte mi sento un po’ bambina, una bambina che ha solo voglia di giocare, di ridere, di sognare, che ha voglia anche di sbagliare, senza dover pensare sempre a cosa sia giusto, che non si deve preoccupare sempre sul cosa fare, che vede il mondo con i suoi occhi fatto di colori e felicità. Certe volte mi sento proprio così, una bimba che vuole solo essere coccolata!
Ciò che oggi è un pensiero felice domani sarà solo un ricordo.