Gerardo Migliaccio – Figli e bambini
Il diritto a camminare sulla terra nuda, senza distinzioni di proprietà, è del bambino appena nato.
Il diritto a camminare sulla terra nuda, senza distinzioni di proprietà, è del bambino appena nato.
Splende a te la stella di fuocoche ti dà il benvenuto accompagnata da brezza marina blui profumi dei peschi si fondono con la tua essenza di latte e incantoche porta a cuore e mente sogni infantili di giochi perduti eMentre i tuoi occhi specchiano i suoi, è già amore a prima vistatessuto negli sguardi segreti di chi si conosce da sempre.Oggi è festa, possa esser sempre così la tua vitadolce miele di api estive, abbondanza di raggi a te eNuvole rosate posate nel cielo come acquerello d’artistati facciano da cornice in questo mondoe l’azzurro domini la tua esistenzacolore dell’anima infinita e semplice fiocco di nascita.
Sei un bambino, ma chi doveva proteggerti non lo ha fatto. Era consapevole che non eri in grado di difenderti dal male e dalle cattiverie dei grandi, ma ha preferito anteporre i suoi scopi, sapendo che avrebbe offeso la tua dignità e lasciato segni e ferite difficili da curare. Sappi amore mio che la mamma ci sarà sempre e che il suo amore per te nessuno lo potrà mai scalfire, nemmeno colui che ti ha promesso amore ma che in realtà ti ha ferito. Ricordati, la mamma ha un cuore grande ed il suo amore le permetterà di andare oltre ogni limite per proteggerti e amarti anche a costo di rovesciare questo mondo che non gira come dovrebbe.Ti amo tanto!
L’intermittenza di luci all’orizzonte fonde i nostri sguardi verso il domani coccolati dal calore della vita che dentro te sta germogliando.
E cammino sola; i miei passi risuonano nella via buia e solitaria.Ho freddo, ho paura; davanti a me la nebbia.Ti cerco, ti chiamo ma non rispondi e la nebbia mi avvolge; mi volto e ti cerco ma il vuoto mi inghiotte. Dov’è quella luce che rischiarava la mia via, dov’è quel calore che mi teneva al caldo e quella calda voce che mi rincuorava? Esco dalla nebbia Tu non ci sei più! Continuo a camminare nella via solitaria, mentre due lacrime scendono giù il mio cuore grida ancora più forte il tuo nome mamma.
Pensare che i nostri figli ci appartengano è pura follia.
Voglio insegnare all’adulto lo stupendo dono del capire il bambino e al bambino lo stupendo dono di non voler diventare adulto.