Gian Genta – Stati d’Animo
Dopo una sbronza di dolore confessare le proprie colpe è come vomitarsi addosso.
Dopo una sbronza di dolore confessare le proprie colpe è come vomitarsi addosso.
Ho la testa dura e il cuore ferito, uno stato d’animo plasmabile ed un carattere indurito dal tempo! Ma sono sempre io. Segnato dagli eventi.
Quanto può assordare l’urlo silenzioso delle tue lacrime che scendono in una disperata e muta richiesta di aiuto, ogni lacrima porta via un po’ di speranza di nuova vita… e il tempo passa e tu vali sempre meno.
Un cuore che ha sofferto può congelarsi a tal punto da non sentire più il battito dell’amore ma può anche incontrarne uno così caldo da farlo sciogliere al solo suo pensiero.
Prima il sole poi la pioggia, mentre cammino su di una strada piena di bivi, fatta di attimi consumati freneticamente in un mondo di false ilarità e di falsi pretori pronti col martello delle aggiudicazioni.
Non le voglio le promesse, non ne voglio più. Non le voglio le parole d’amore tanto non ci credo più. Non voglio le favole tanto non esistono. Voglio qualcuno che mi tiene per mano, qualcuno che mi guarda e mi fa sentire unica. Voglio qualcuno che semplicemente ci sia, ma che io possa sentire che c’è. Voglio qualcuno che non parla ma dimostra che l’amore non è solo parole.
Non mi piacciono quelle persone che hanno sempre in bocca offese e giudizio per gli altri! Poco dimostrano, tranne che essere esseri insignificanti in cerca di un posto in prima fila dentro una vetrina di un negozio chiamato vita!