Giancarlo Modarelli – Arte
La vera opera d’arte è quella più nascosta in noi, quella che più ci appartiene e che non possiamo mai dimostrare!
La vera opera d’arte è quella più nascosta in noi, quella che più ci appartiene e che non possiamo mai dimostrare!
Respira, respira nell’ariaNon aver paura di amareParti, ma non lasciarmiGuardati attorno, scegli il tuo terrenoPer quanto tu possa vivere e volare in altoe i sorrisi che donerai e le lacrime che verseraie tutto ciò che tocchi e tutto ciò che vediè tutto ciò che la tua vita sarà mai.
Realizzo le mie opere d’arte sostenuto da un grande sentimento d’amore, perché credo che le…
Lacrime su tela compongono un acquerello di grande autenticità. Acerbo, l’occhio scrutatore si serve di…
La bellezza di un’opera d’arte la si misura con i sentimenti che ti da.
Se si parla di pittura sono d’obbligo Magritte, Permeke e, subordinatamente, Topor. Da evitare Picasso, e persino Pollok, forse anche Rauschenberg e Wahrol. Ammessi invece Kandinsky e Klee; semmai un patetico ricordo di Cy Twombly del periodo romano. Ottimo è, per l’Ottocento, confessare un debole per De Nittis e Boldini, persino per Michetti, e ovviamente per Fattori. Si va sempre bene ora con Boccioni, Balla, il primo Carrà. Fra gli scultori, con Moore non si sbaglia mai; glissare su Manzù e semmai ostentare una qualche nostalgia per Medardo Rosso. Se si parla di musica, evitare gli ovvi entusiasmi per Bach, Beethoven, Mozart; Debussy è sempre ottimamente quotato. Con Mahler si va sul sicuro. Ma Schonberg, la dodecafonia, e persino Nono sono argomenti rischiosi, meglio evitare. Ora si è invece tranquilli con Respighi. All’ovvio Verdi è sempre preferibile Donizetti, se non addirittura Puccini. Con Rossini non si sbaglia mai.
La vera critica non è degenerativa ma costruttiva, consapevole della coscienza artistica trasmessa dalle emozioni dell’autore dell’opera.