Gianluca Chiossi – Tristezza
Trascorriamo giorni di illusoria felicità bloccati nella prigione delle vecchie emozioni piangiamo gridiamo ma nessuno ci ascolta.
Trascorriamo giorni di illusoria felicità bloccati nella prigione delle vecchie emozioni piangiamo gridiamo ma nessuno ci ascolta.
Più compagnia aumenta la felicità, ma non allevia né fa diminuire la tristezza.
Perdere un genitore può essere visto come una sfortuna; perderli entrambi è segno di trascuratezza.
La solitudine è il destino di tutte le grandi menti: un destino a volte deplorato, ma sempre scelto come il minore di due mali.
Chi dice “Com’è triste Venezia” non ha mai visto Monfalcone.
La pioggia che incessante continua a cadere laverà via tutto quanto: odio, tristezza, rimorso e persino le colpe. Il rosso non è più il colore del sangue, ma quello del sole che sorge un sole che solo i vivi potranno vedere e che li condurrà verso una nuova speranza per il domani.
Conservare il dolore di vecchie ferite è estenuante e faticoso.