Gianluca Dell’Anna – Destino
Quando l’incomprensibile diventa comprensibile, allora si che tutto diventa praticamente allucinante.
Quando l’incomprensibile diventa comprensibile, allora si che tutto diventa praticamente allucinante.
Il nostro Destino è da sempre con noi ogni singolo istante della nostra esistenza.Assiste alla nostra nascita, segue passo dopo passo la nostra infanzia e noi scopriamo che esiste durante la nostra adolescenza.Ci mette alla prova e osserva il nostro comportamento durante il percorso che Egli ha tracciato per noi.A volte ci da la possibilità di rimediare ai nostri errori e a volte ci rende vittime degli errori altrui.Ci sono periodi che sembra proprio avercela con noi, ma è il suo modo di farci scoprire che persone siamo veramente.So che è sempre un passo davanti a me e so che ancora mi sta studiando.Quello che so Io è che non voglio ne illudere ne deludere il mio Destino… voglio semplicemente viverlo.
Considerando il tutto… meglio la mia croce.
Ci vuole coraggio ed una buona mira. La voglia di giocare e di mettersi in gioco. La consapevolezza di poter perdere o vincere. Questi gli ingredienti richiesti. Ora a te la scelta, sta solo a te accettare la sfida. Se provare a tirare il colpo vincente, o continuare a rimandare la partita.
È nei nostri errori che determiniamo il nostro destino.
Il “Genio” è irrimediabilmente condannato ad un triste destino.Non potrà mai godere del suo trionfo, ma potrà solamente disperarsi per i suoi fallimenti.
La carne di cui sono fatto non conosca riposo, sollievo, estasi o tregua se la stessa che mi compone non combatta, con l’ultima delle cellule che la compone, a cambiare la più grande convenzione del genere umano: “il destino”.Non esiste il destino; esiste la molteplicità di “opere, fatti, parole, comportamenti” e l’essere nella sua infinita espressione concettuale convenzionale, bigotta e retrograda che “il destino” prende senso a cui noi attribuiamo le colpe o le fortune della nostra vita.Il destino è la conseguenza dell’essere umano che con il suo limite fatto di una materia, spesso, non alimentata, la stessa, che con altra materia nell’implosione esistenziale chiamata miseramente “destino”.