Gianluca Menegazzo – Angelo
Ovunque i miei occhi possano guardare posso solo apprezzare o mio dolce angelo, la costanza del tuo essermi vicino, e donarmi ogni giorno la voglia di essere il tuo preferito!
Ovunque i miei occhi possano guardare posso solo apprezzare o mio dolce angelo, la costanza del tuo essermi vicino, e donarmi ogni giorno la voglia di essere il tuo preferito!
Io penso che gli angeli ci ascoltino, non importa dove siano, se in giro per il paradiso o nell’aria attorno a noi. Forse vedono qualunque cosa, più di quanto pensiamo; sentono i nostri sentimenti, capiscono il motivo dei nostri comportamenti. Non bisogna spiegare loro, sanno già cosa pensiamo, o cosa speriamo. Io penso che da lassù ci guardino, soprattutto quando soffriamo, e percepiscano il significato del nostro silenzio e di ogni nostra espressione. Forse, ci parlano, qualche volta, attraverso il linguaggio del silenzio.
Un Angelo può illuminare il pensiero e la mente dell’uomo rafforzando il potere della visione e mettendo alla sua portata un po’ della verità che l’Angelo stesso contempla.
Descrivere l’innamoramento e i processi che ci sono dietro è impossibile con qualsiasi parola, anche quelle d’occasione.
Stretti in questo ballo, i nostri corpi uniti come da un unico ritmo vorticoso, generano sensazioni che nessuno potrà mai capire guardandoci.
Ognuno di noi ha accanto a sé un angelo che non lo abbandona mai, anzi, spesso ne ha più di uno.
Nessun pensiero si districherà nella nostra mente se essa è impegnata in atti superflui.