Gianluigi D’Agostino – Viaggi e vacanze
Non c’è viaggiatore più stanco di quello che non sia riuscito a raggiungere la propria meta.
Non c’è viaggiatore più stanco di quello che non sia riuscito a raggiungere la propria meta.
La letteratura è la metempsicosi dello spirito.
L’incontenibile bramosia del viaggiare credo nasconda un instabilità causata dalla mancanza della vera comprensione di se stessi.
L’unico viaggio che non si paga e che nessuno vuole fare è quello dal quale non si può più ritornare.
Lo sguardo,scruta il paesaggio in corsa.Cerco il particolare,e fisso le immagini di un lembo di vita:un bambino saluta,una donna assorta alla finestra,e un uomo concreto che traffica con se stesso.
Viaggiare c’è a chi piace e a chi fa star male, tutto dipende se si viaggia per divertimento ma l’emigrante di questo non è contento e di certo lo fà con la morte dentro. Partire, tornare, ripartire e ritornare ancora è un’odissea che cresce d’ora in ora. La necessità gli mette in mano la valigia, oltre l’oceano lo fà arrivare e non è solo per l’Estate o un periodo di ferie, spesso dura per tutta la vita.
Non è partire, è fuggire con la valigia disordinata, un aereo al posto delle scarpe ed i chilometri nella testa.