Gigliola Perin – Anima
Beata la mia pazzia, in lei io mi riscopro più viva che mai.
Beata la mia pazzia, in lei io mi riscopro più viva che mai.
E poi boh, tutto ad un tratto ti rendi conto che ti stai affezionando, magari di nuovo alla persona sbagliata, ed è come se i pensieri negativi risuscitasse ad ogni suo passo, come se la gelosia, che poco provavi prima, ti facesse riscaldare l’anima, come se il cuore volesse congelare all’istante, per non far entrare neanche il più piccolo raggio di sentimento. Come se il cervello andasse a puttane.
Non so quale sia il modo migliore per onorare le persone scomparse. Sinceramente, non so nemmeno, dove le loro anime possano andare finire. Mi piace però pensare, che quelle persone, siano lassù e che ci stiano osservando. E se da lassù, ci vedessero afflitti e tristi per troppo tempo, ho come la paura, che provocheremmo un forte tumulto nelle loro anime. Sono convinto, che vogliano vederci tornare a sorridere, tornare in piedi, dopo la brutta caduta e andare avanti. Già, forse è proprio questo il modo migliore, per rendere omaggio a chi non c’è più… Rialzarsi e andare avanti.
In auto, fermi ai semafori, ci si guarda come se fossimo tutti amici. Anime sole…
È facile andare avanti quando l’anima gioca, ma quando l’anima è in pena il sentirla riporre i suoi giocattoli rende ardua la vita allora.
Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza.
La calma è la vigliaccheria dell’anima.