Gigliola Perin – Destino
E quando scopri di non essere nulla, diventi il nulla.
E quando scopri di non essere nulla, diventi il nulla.
Lei è lì sola. Con lo sguardo perso nel tempo, con la mente lontana nei ricordi e lei è lì. Pensa a chi lungo il cammino ha stretto la sua mano, a chi le ha strappato un sorriso da un viso troppo stanco, a chi, guardandola negli occhi, ha percepito il suo pianto. Ma, lei è lì. Sola, con i crucci e le spine di una vita che scorre troppo in fretta ed un sorriso stanco inclina le sue labbra, ma lei resta lì. Sola.
Gli eventi fasti o nefasti non cambiano la natura di un uomo, ma permettono di definirla meglio.
Come un veliero dentro questo mare, cerco un porto dove ancorare il mio destino.
Quante volte la musica parla al mio posto. Quante volte lei sa mentre io ascolto, canzoni di cui non comprendo le parole eppure trafiggono più di una freccia. Tutti noi le ascoltiamo, magari le canticchiamo, ma è quando il dolore prende il possesso della nostra anima che le comprendiamo appieno.
Intrappolato nella vita di un uomo senza nessuna speranza, aggrappato ai propri sogni e chiuso nella stanza della realtà, sopravvive adagiandosi a terra e pensando che tutto sia impossibile da realizzare, vive di sentimenti e si nutre di ricordi ormai andati, là dove ogni sogno non trova spazio, ma solo un’altra storia da raccontare.
È bello credere alle tue parole, sono sogni e speranze. Sentire il tuo profumo sulla mia pelle, sentire il tuo respiro unito al mio ed i tuoi sussurri parlare d’amore.