Gigliola Perin – Ricordi
È solo un ricordo impigliato tra le ciglia.
È solo un ricordo impigliato tra le ciglia.
Mi ameresti incondizionatamente. Così come sono, ribelle, sottomessa, donna che ricerca la bimba che è in lei. Mi ameresti ugualmente se fossi diversa da come sono, o ami l’idea che ti sei costruito di me. Riesci a leggere il mio cuore e dire che non mentirei per te, che correrei contro una tempesta se tu fossi dentro lei. Riuscirai ad amarmi così come sono? Perché tu sei il respiro che cercavo e non trovavo in me.
Mentre ridevo, m’innamorai sempre più di lui.
Arriva il Natale si riaccendono le malinconie, vecchie nostalgie mai sopite. Ricordi di un’infanzia felice ad angosciarti il cuore.
A volte il ricordo della felicità crea rabbia, paura e malinconia, perché sai che quel ricordo non avverrà mai più.
Quanto si può essere delusi dalle illusioni, quante volte abbiamo sognato, respirato mentre le dita scorrevano in una tastiera fredda, ma che improvvisamente s’animava di calore. Sì, delusi dall’attesa nella speranza che un sospiro comparisse vicino al tuo viso. Eppure vedi, senti, scopri e capisci. Hai idealizzato un voce che non sentivi, un viso che non vedevi ed hai amato un corpo che non possedevi. Ma il tempo corre, passa, diviene sabbia che scorre e comprendi che l’unica ad illuderti sei stata tu. Quindi carpe diem d’ora in poi, perché come dice Vasco “la vita è un brivido che vola via!”
Il pensare ai buoni momenti del passato non ci conforta perché siamo convinti che oggi li sapremmo affrontare con maggiore intelligenza e trarne migliore profitto.