Gigliola Perin – Sogno
Ho sognato, mi fu regalato un sogno, dentro di lui io ho smesso d’essere per divenire.
Ho sognato, mi fu regalato un sogno, dentro di lui io ho smesso d’essere per divenire.
Se la mattina quando ti svegli sei stanco e sudato, non preoccuparti… vuol dire che avrai corso nei miei sogni!
Tieni i piedi in terra, ma non perdere mai di vista il cielo. E se vedi una cometa, non lasciartela scappare.. seguila!
Tu eri rapido, Morar, come un capriolo sulla roccia, terribile come una fiamma notturna nel cielo. La tua collera era una tempesta, la tua spada nella battaglia, un lampo sulla landa. La tua voce sembrava il torrente dopo la pioggia, il tuono grondante tra le montagne. Molti caddero sotto il tuo braccio; la fiamma della sua ira li consumò. Ma quando tu ritornavi dal combattimento, com’era calma la tua fronte! Il tuo viso era come il sole dopo la tempesta, come la luna nella notte silenziosa; il tuo seno era tranquillo come il lago quando è cessato il rumore del vento.
A volte mi sono lasciata andare… credere nei sogni forse è infatile… magari è anche inutile… rischi di farti male il più delle volte… ma dopo aver trovato te, te che eri nei miei sogni e che sei reale… dimmi come faccio a dubitare, anche solo minimamente che i sogni si avverino?
In realtà non siamo riconoscenti verso quelli che ci permettono di realizzare i nostri sogni perché li fanno crollare.
Quando si rimanda il raccolto i frutti marciscono, ma quando si rimandano i problemi, essi non cessano di esistere…