Gigliola Perin – Stati d’Animo
Io sono ciò che sono e quello che scrivo, le emozioni che vivo mi hanno resa la donna d’oggi!
Io sono ciò che sono e quello che scrivo, le emozioni che vivo mi hanno resa la donna d’oggi!
Impotente davanti a te destino, impotente mi siedo ed attendo il tuo maledetto potere. Io attendo! L’attesa!
Abbiate buone parole con tutti. Di quelle gentili. Siate disponibili e cordiali. Ma ponete un limite. Sulla soglia del cuore. Che rimanga intatto da mani infedeli. Il cuore è un messaggio segreto, uno scrigno privato. È dentro al petto come un bimbo nel ventre di una madre. È al caldo. E va protetto. Ponetelo nelle mani, pulite, di chi ha l’anima vera. Donatelo solo a chi veramente merita.
Se potessi essere qualcosa di diverso, sarei come sono, ma lascio il mio posto a chi nella vita si è arreso all’inevitabile appartenere.
Che senso avesse tutto questo, non lo sapeva nessuno. Eravamo stanchi e ce ne sbattevamo.
Quanta somiglianza intercorre e si frappone tra immensità e miseria. Quando stringi il tutto ed il tutto si tramuta in acqua e cade a terra fango.
Dell’insenatura tra i monti mi piace la nebbia bassa, come pianto per il sangue dei tramonti feriti che spargono il rosso al colpire delle lame di cielo stanco. Scurisce sul declivio del sole dall’aspetto dei guerrieri vinti. Il mio cuore aveva i raggi.