Gilbert Keith Chesterton – Personaggi famosi
La tradizione non significa che i vivi sono morti, ma che i morti sono vivi.
La tradizione non significa che i vivi sono morti, ma che i morti sono vivi.
Non ho mai mancato di convincere un pubblico che la cosa migliore che potevano fare era andarsene.
Oggi, ogni grand’uomo ha i suoi discepoli, ed è sempre Giuda quello che gli scrive la biografia.
Se Dio prova di nuovo a lasciare senza guinzaglio i suoi figli e le sue fattucchiere, e fare del male a delle piccole creature in casa d’altri per farne ornamenti, stia un po’ a vedere che fine oscena fa il suo Regno.
L’invidia è il sentimento che noi proviamo quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo. Ma se la società continua ad innalzarlo, ci rodiamo di collera e, nello stesso tempo, siamo presi dal dubbio. Perché non siamo sicuri di essere nel giusto. Per questo ci vergogniamo di essere invidiosi. E, soprattutto, di essere additati come persone invidiose. In termini psicologici potremmo dire che l’invidia è un tentativo un po’ maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell’altro.
Il gruppo Fininvest, di cui non mi occupo più, è stato costretto a vendere gli Euromercati perché i compagni avevano smesso di frequentarli.
Giusto o sbagliato, buono o cattivo, bello o brutto, ricco o povero; speriamo che alla lunga trionfi il buon senso. Il vero problema è che nel lungo periodo saremo tutti morti, come diceva appunto il nostro amico Keynes.