Gillo Pontecorvo – Arte
Fare film è un po’ come scopare. C’è chi ama far l’amore con molte donne e chi preferisce farlo solo con una che gli appare straordinaria.
Fare film è un po’ come scopare. C’è chi ama far l’amore con molte donne e chi preferisce farlo solo con una che gli appare straordinaria.
L’ultimo tocco dell’artista è animare la sua opera.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
L’apparente semplicità d’espressione nell’arte come nella vita, è a volte l’ultima evoluzione di un pensiero estremamente complesso o la sintesi di una tecnica prodigiosa.
Ogni arte è una rivolta contro il fato.
La bellezza è nuda.
Se fossi un pittore carpirei la tua luce dei tuoi occhi, ritrarrei le tue mani, le stesse che mi hanno abbracciato e aiutato a crescere, le impressionerei sulla tela per fare un quadro unico al mondo. Disegnerei delle ali per prendere il volo.