Giorgio De Luca – Comportamento
L’ambiguo soffre il presente rinunciando alla gioia dell’uomo vero.
L’ambiguo soffre il presente rinunciando alla gioia dell’uomo vero.
Sono nata caparbia, abituata a prendermi ciò che voglio, sempre! Ho pazienza da vendere, ci tento e ci ritento fino in fondo nelle cose alle quali credo, ma riesco a capire quando il gioco non vale più l’attesa; arrivare a gettare la spugna per una con un carattere come il mio il cui termine impossibile non esiste nel vocabolario, vuol dire che sono arrivata proprio al limite.
L’offesa arriva tutti i giorni da coloro che predicano bene e razzolano male, che corrompono i testi ai processi e poi vanno a baciare la mano al Pontefice, che rubano e non vogliono farsi giudicare, che vanno a messa la domenica e ai bordelli il lunedì, che danno Gesù Cristo sull’altare e si prendono i bambini in sacrestia.
Nella vita, se non sei te stesso non sei nessuno!
Bisogna imparare a pensare al di fuori delle ideologie. È una forma di onestà e moralità verso il proprio intelletto.
Non so essere perfetta, ma nel mio piccolo cerco di essere migliore. Non sono una…
Un gatto non ha paura di essere incompreso, gli basta un miagolio per avere una ciotola piena e perfino il silenzio gli basta perché le porte gli vengano aperte, agli uomini non bastano i silenzi perché risultano incomprensibili per non parlare delle parole che se troppe danno luogo a fraintendimenti.